• Sergio Focardi

Non gridiamo al lupo che non c’è: Il problema non è l’inflazione troppo alta ma i salari bassi

Se capisco bene dai giornali, in un recente discorso il Ministro delle Finanze Tedesco Christian Lindner ha sostenuto che le politiche finanziarie ed economiche devono ora dare la priorità a combattere l’inflazione piuttosto che combattere il riscaldamento globale.


Ci sono alcune ovvie risposte a queste affermazioni. La prima è che stiamo mettendo sullo stesso piano politiche economiche che dovrebbero essere più o meno di routine con una catastrofe ambientale che sta arrivando, e forse lo ha gia superato, al punto di non ritorno.

Il ministro, e chi sostiene idee analoghe, dovrebbe sapere che i danni provocati dal riscaldamento globale avranno effetti devastanti non solo su popolazioni in remote parti del globo ma anche sull’industria europea e sulle popolazioni europee.


E’ estremamente preoccupante che anche ai più alti livelli di uno degli stati più avanzati d’Europa non si sia compreso a fondo il rischio di cambiamenti climatici irreversibili con conseguenze catastrofiche.


Ma è anche sorprendente che non si voglia capire che si stanno prendendo decisioni economiche di grande importanza usando teorie economiche vecchie di oltre un secolo assolutamente inadatte al mondo attuale. In particolare usiamo un concetto di inflazione ed una teoria della crescita che non sono applicabili ad economie che sono sistemi complessi evolutivi. Cerchero’ di spiegare la questione in termini molto semplici.


Mi faccio aiutare da un esempio concreto. Secondo i dati della FRED – Federal Reserve Economic Data – il PIL nominale pro-capite americano è cresciuto 36 volte nel periodo 1950-2020. Sempre secondo gli stessi dati questa crescita nominale è il prodotto di una crescita reale di 4 volte e di un’inflazione di 9 volte. Ora, una semplice intuizione economica dice che questo non è realistico. Negli ultimi 70 anni ci sono stati enormi cambiamenti qualitativi ed enormi innovazioni dai viaggi aerei all’informatica personale. Se guadagnaste oggi il salario che una posizione equivalente pagava nel 1950 morireste letteralmente di fame. Questo non per l’inflazione ma per il cambiamento di prodotti e servizi che il vostro salario non vi consentirebbe di acquistare.


Il problema, ben noto, è questo: nel calcolare l’inflazione i cambiamenti qualitativi, le innovazioni non vengono considerate. Ora, il tasso di innovazione è enormemente cresciuto negli ultimi trenta o quaranta anni. Un calcolo statico di inflazione non è più adeguato. Quando oggi misuriamo un’inflazione del 6-8% annuo negli ultimi due anni, in realtà non consideriamo le grandi innovazioni di prodotti e servizi. Quello che oggi viene prodotto è qualitativamente superiore in termini di caratteristiche a quanto prodotto solo pochi anni fa.


Naturalmente si puo’ obiettare che il prezzo dei prodotti di consumo quotidiano è salito e percio’ il consumatore medio percepisce realmente l’inflazione. Questo ragionamento pero’ è fuorviante. Il reale problema è che i salari non sono aumentati e non hanno seguito l’intera dinamica economica. La percentuale di consumo dovuta ai salariati è diminuita rispetto al consumo dovuto al profitto. Non solo, ma le diseguaglianze sociali sono aumentate. Il pubblico percepisce inflazione perchè globalmente i salari non tengono il passo con l’economia.


Non possiamo misurare l’inflazione dell’intera economia con un solo numero che si applica a tutti i prodottie servizi. Dobbiamo tener conto del fatto che ci sono prodotti e servizi ad alto tasso di innovazione e cambiamento per cui è impossibile misurare l’inflazione. [1]


Per combattere l’inflazione oggi si pensa a misure classiche quali innalzare il tasso di interesse. Queste misure sono dannose per l’intera economia e finiscono per punire le aziende più innovative quelle di cui abbiamo bisogno per la transizione verde.


E’ necessario aggiornare la teoria e adottare misure sociali. Se usiamo la teoria più moderna dell’inflazione generalizzata scopriremmo che non siamo in un periodo di grande inflazione. Ci sono aree di inflazione ma ci sono aree di grande innovazione. E’ assolutamente necessario innalzare i salari e riportare la frazione di consumo dovuta ai salari in linea con i valori storici.


Questo è un grosso cambiamento sia teorico sia pratico. In un successivo post discuteremo di occupazione un’altra area dove grandi cambiamenti sono necessari.

[1] La teoria della crescita qualitativa è descritta in dettaglio nell’articolo: Frank J. Fabozzi, Focardi, Linda Ponta, Manon Rivoire, Davide Mazza, “The Economic Theory of Qualitative Green Growth”, Structural Change and Economic Dynamics, March 2022

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