• Sergio Focardi

Panta rei: un antico aforisma che descrive le economie moderne

Eraclito è un filosofo greco antico nato a Efeso nel 535 A.C. e morto nella stessa città nel 475 A.C.. Eraclito è un pensatore oscuro il cui pensiero è arrivato a noi attraverso alcuni aforismi. Il più famoso degli aforismi di Eraclito è probabilmente Panta rei frase greca che significa tutto scorre, tutto cambia. “Non puoi bagnarti due volte nella stessa acqua del fiume” sosteneva Eraclito.


Nei secoli successivi la questione se la realtà sia un oggetto statico o un flusso in movimento ha occupato le menti di molti filosofi. Anche gli scienziati si sono battuti con il problema del cambiamento. Che cosa cambia? La struttura, l’insieme delle relazioni? Oppure esiste davvero una realtà che evolve oggettivamente?


La teoria economica è più vicina alla nozione che la realtà sia statica o, meglio, sia un flusso lento in equilibrio come un grande fiume. La teoria economica è nata quando le grandi economie erano principalmente agrarie. Un’economia agraria produce un output che cambia quantitativamente ma non qualitativamente.


La rivoluzione industriale ed il progresso scientifico del diciottesimo e diciannovesimo secolo hanno permesso di produrre molti nuovi prodotti e servizi. Tuttavia, l’aspetto cruciale delle economie industriali era la possibilità di produrre grandi quantità di prodotti e servizi. Ad esempio, l’automobile è stata una formidabile innovazione. Tuttavia è la diffusione dell’automobile che ha catturato l’immaginazione, iniziando un processo di crescita del numero di veicoli in circolazione per arrivare allo stato attuale in cui nei paesi industrializzati c’é quasi un’auto per ogni persona.


La teoria economica si è sviluppata come teoria della quantità. Ancora oggi i libri di testo ed i modelli matematici mainstream ipotizzano che l’output economico sia una sola merce di cui si puo’ studiare la dinamica quantitativa ipotizzando una relazione semplice fra quantità prodotta, quantità di capitale e quantità di lavoro.


Purtroppo questa visione qualitativamente statica di un’economia che produce una quantità misurabile di output è lontana dalla realtà attuale. A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, le economie avanzate sono diventate progressivamente più complesse ed hanno sviluppato processi di evoluzione qualitativa. Le economie avanzate sono ora sistemi complessi evolutivi. La complessità è data non solo dalla crescente complessità dei prodotti ma anche dalla complessità delle relazioni fra agenti economici e dal processo di creazione del simbolismo associato ai prodotti.


E’ possibile misurare la complessità economica e i cambiamenti di complessità economica. Misure di complessità economica sono state introdotte da Cesar Hidalgo e Ricardo Haussmann al MIT. Queste misure sono misure indirette di complessità basate sulla struttura delle esportazioni. Essenzialmente valutano le capacità di innovazione di una nazione sulla base dei suoi dati di esportazione. Luciano Pietronero e collaboratori all’Università di Roma hanno introdotto misure simili.


Eppure ne la teoria economica ne la politica accettano che il mondo economico e sociale stia cambiando rapidamente. Non abbiamo assistito ad un’evoluzione dei concetti economici che si adatti ad una realtà economica complessa ed evolutiva. Ancora oggi vengono prese decisioni importanti, quali decidere i tassi di interesse, sulla base di concetti e di teorie ormai non più applicabili.


In alcuni post precedenti, ed in alcuni articoli, ho discusso come il classico concetto di inflazione non sia adatto alle economie moderne. L’inflazione in senso classico è definita come il cambiamento dei prezzi di prodotti e servizi. Più precisamente, l’inflazione è definita come la crescita dei prezzi mentre la deflazione è definita come la decrescita dei prezzi.


Questo concetto di inflazione è adatto a economie qualitativamente statiche dove i prodotti e servizi cambiano caratteristiche lentamente. Tuttavia, è impossibile utilizzare un concetto di inflazione come cambiamento dei prezzi con economie i cui prodotti e servizi e la cui struttura cambiano in continuazione. E’ impossibile confrontare i prezzi dei prodotti e servizi su periodi di oltre venti o trenta anni perchè in questi periodi i prodotti e servizi cambiano completamente.


In un post precedente ho fatto l’esempio, riferito all’Italia, del cambiamento del salario medio di un operaio o impiegato che era di circa 180 euro al mese nel 1980 (al cambio di 2000 lire per un euro) ed d è cresciuto di oltre otto volte fino a 1500 euro al mese nel 2020-2021. Nello stesso periodo, il cambiamento dell’indice dei prezzi al consumo è stato di 5,6 volte. In altre parole, abbiamo avuto su un periodo di 40 anni un’inflazione del 560%.


Secondo il concetto classico di inflazione, questo significa che i prezzi al consumo sono aumentati del 560%. Ma questa affermazione non rispecchia minimamente la realtà. In 40 anni i prodotti e servizi sono cambiati qualitativamente in modo radicale. Inoltre sono apparse nuove categorie di prodotti e servizi, quali l’informatica personale, i telefoni cellulari, i network sociali, le crociere a basso costo e tanti altri. Inoltre anche i prodotti semplici quali la pasta sono entrati in un meccanismo di creazione dell’immagine. La pasta che viene pubblicizzata da uno chef famoso come testimonial è un prodotto diverso che la pasta senza testimonial.


I prodotti e servizi che rimangono costanti su periodi abbastanza lunghi sono pochissimi e non rappresentano l’intera economia la cui struttura di connessioni cambia in continuazione. La realtà è che non è possibile considerare l’inflazione come cambiamento prezzi su periodo medio lunghi dell’ordine di alcune decine di anni.


Su periodi brevi, uno o due anni, l’inflazione come cambiamento dei prezzi si applica solo a un sottoinsieme dell’universo di prodotti e servizi, il paniere usato per le stime dell’inflazione. I prodotti e servizi ad alta complessità al di fuori di questo sottoinsieme non possono essere considerati come soggetti ad inflazione.


Allora, l’inflazione come concepita e misurata oggi, è un concetto teorico che esprime approssimativamente il cambiamento prezzi su periodi brevi. Quando è riportata su periodi lunghi moltiplicando i valori ogni periodo, è un concetto teorico di difficile interpretazione. Se interpretato come cambiamento prezzi porta a conclusioni difficilmente credibili. Non è credibile che l’indice dei prezzi al consumo cresco due o tre volte quella che consideriamo crescita reale. L’inflazione misurata oggi rischia di essere un cattivo indicatore per le decisioni.


In un prossimo post discutero’ come, nelle economie moderne, il concetto di crescita economica richieda di considerare la crescita qualitativa, la crescita della complessità. Purtroppo, nonostante viviamo in un mondo che evolve rapidamente in termini qualitativi la politica e la teoria economica rimangono ancorate a visioni fondamentalmente statiche.

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